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Noi Chi?

17 dicembre 2011

La Confindustria ha previsto per il prossimo anno una perdita di 800.000 posti di lavoro. Guidalberto Guidi presidente di Ducati Energia dal palcoscenico di Santoro ha previsto che nei prossimi anni perderemo dal 40 al 60% della nostra capacità manifatturiera (svariati milioni di posti di lavoro) a causa del fatto che dagli anni 70 abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità. Vendola, presente alla stessa trasmissione, ha risposto, noi chi? L’amico Roberto Costantini che divide con me l’esperienza di “Noi bene pubblico” sorriderà perché inizialmente volevamo chiamare questa stessa iniziativa proprio: “Noi chi?”. Come ha sostenuto Vendola dagli anni 70 ad oggi si è consumata una drammatica ingiustizia che ha spostato ricchezza dal lavoro alla rendita. Un sistema di malaffare ha creato e alimentato caste (mafiosi, finanzieri, politici, giornalisti, magistrati, manager pubblici e privati, notai, dentisti, professionisti e commercianti abbonanti all’evasione fiscale, consorterie vaticane, etc.) che hanno drenato risorse e ricchezza a tutti Noi operai, impiegati, pensionati. Loro sono vissuti al di sopra delle nostre spalle alimentando un debito pubblico che oggi ci chiamano a ripagare. Noi abbiamo la colpa di aver accettato di sacrificare sull’altare del consumo un sistema di valori con al centro la dignità e i diritti della persona. Noi abbiamo la colpa di aver consentito il progressivo svuotamento del sistema pubblico volutamente appesantito da clientele di tutti i tipi. Nella scorsa trasmissione di “Servizio Pubblico” si potevano vedere le facce di gente come Noi. C’era Carlo licenziato con altri 800 lavoratori dalla ditta appaltatrice delle Ferrovia dello Stato con sua moglie che aspetta una bambina ed è stata espulsa come precaria dalla scuola. C’era Giulio anche lui licenziato che dalla torre della stazione di Milano, nella quale era salito per protesta, affermava che se non fosse riuscito a portare a casa il cibo ai suoi due figli tanto voleva scendere da lì in un sacco di plastica. Vedete, dire 800.000 licenziamenti fa spavento ma vedere le facce, le lacrime, la disperazione delle persone in carne e ossa riporta dalle parole ai fatti.

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